Una tabella di marcia dell’UE per la mobilità ciclistica

Di Raffaele di Marcello

Ne avevamo già dato notizia, ma a molti interesserà leggere il parere elaborato dal Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, in occasione della 119^ sessione plenaria del 10, 11 e 12 ottobre scorso, relativo ad “Una tabella di marcia dell’UE per la mobilità ciclistica”.

Nel documento, scaricabile in italiano sul sito del Comitato delle Regioni, il Comitato stesso:

  • chiede l’inclusione di una tabella di marcia dell’Unione Europea (UE) per la mobilità ciclistica nel programma di lavoro della Commissione europea (CE) per il 2018. Tale tabella di marcia dovrebbe affrontare la crescente richiesta di un’azione coordinata a livello UE, per consentire di sfruttare i comprovati vantaggi della ciclabilità sotto il profilo ambientale, sanitario ed economico;
  • raccomanda alla Commissione europea di prefiggersi come obiettivo il raddoppiamento della mobilità ciclistica negli Stati membri dell’Unione nel corso dei prossimi 10 anni;
  • chiede alla Commissione europea di stabilire criteri minimi di qualità delle infrastrutture ciclistiche per i progetti pertinenti cofinanziati con i fondi dell’UE;
  • invita l’UE a proporre alle autorità nazionali, regionali e locali delle raccomandazioni per una migliore gestione della velocità e il varo di misure per rallentare il traffico con l’introduzione, come regola generale e tra le altre misure, di strade con limite di 30 km orari nelle aree urbane e attrezzate con piste ciclabili che rendano possibile la coesistenza dei differenti utenti della strada, vale dire pedoni, ciclisti, automobilisti e conducenti di veicoli pesanti o di altri automezzi (come le ambulanze e i mezzi dei vigili del fuoco);
  • raccomanda alla Commissione europea di inserire l’uso della bicicletta nella revisione dei criteri per gli appalti pubblici verdi dell’UE nel settore dei trasporti;
  • raccomanda alla struttura statistica della Commissione europea (Eurostat) di sviluppare una metodologia comune per la raccolta dei dati e adottare definizioni armonizzate per i dati nazionali sull’utilizzo della bicicletta;
  • accoglie con favore la nomina di una persona di riferimento per la ciclabilità in seno alla DG MOVE. Tuttavia, tale posizione dovrebbe essere innalzata al livello più generale di riferimento per la ciclabilità presso la Commissione europea;
  • propone di includere EuroVelo, la rete di piste ciclabili a lunga percorrenza, nella rete TEN-T, migliorando in tal modo i collegamenti transfrontalieri, sviluppando le opportunità turistiche e migliorando l’accessibilità dei centri urbani;
  • chiede alla CE di sostenere la creazione di un centro di informazione, dotato delle risorse necessarie per consentire agli Stati membri e agli enti locali e regionali di accedere a buone pratiche, studi di casi, relazioni, possibilità di finanziamento, ecc. in materia di ciclabilità.

Tutti punti condivisibili che potrebbero, da subito, per la maggior parte, trovare spazio nelle politiche nazionali dei vari paesi, Italia compresa.

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